In base ai dati Istat resi noti il 23 luglio, le vendite al dettaglio sono diminuite del’1,9%, il secondo calo consecutivo dall’inizio del 2010.
Ci sono ancora oggettive difficoltà che ostacolano la ripresa dei consumi.
In base anche ad un’indagine Ismea sulle tendenze agroalimentari, il consumatore è molto cauto nell’acquisto, evita il superfluo e punta al prezzo più economico.
Sempre secondo l’Istat la flessione dei consumi, food e non food è stata pari al 2% negli ultimi 12 mesi, analizzando la situazione nel particolare, il risultato negativo della GDO da maggio 2009 a maggio 2010 (-0,5%) si è trasformato in un +0,4% da gennaio a maggio di quest’anno.
In reale difficoltà sono le piccole superfici nonostante il miglioramento da -2,9% a -1,1%.
Gli ipermercati dimezzano il dato negativo così come i supermercati, migliorano i discount da -0,8% a -0,2%, mentre i punti vendita non specializzati a prevalenza non alimentare invertono la tendenza passando in positivo da -0,8% a +1,7%, spiccano il volo invece i punti vendita specializzati che passano da +0,7% a +2,3%.
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